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giovedì 27 novembre 2008

Le prime immagini di Cosmo SkyMed 3

L'ASI, Agenzia Spaziale Italiana, ha pubblicato sul suo sito web le prime immagini acquisite dal terzo satellite della costellazione Cosmo SkyMed, lanciato il 25 ottobre scorso. Si tratta di immagini acquisite su San Francisco, Torino e Parigi.
Com'è noto i satelliti della costellazione Cosmo SkyMed (ce ne sono già tre in orbita, ed il quarto sarà lanciato nella prima metà del 2010) sono in grado di acquisire immagini radar in banda X indipendentemente dalle condizioni meteo, sia di giorno che di notte. Questi dati sono estremamente utili in tutti i casi in cui per esempio si deve realizzare rapidamente una mappa di un'area alluvionata quando ancora la stessa area è coperta da nuvole, come normalmente accade in occasione di eventi metereologici molto intensi.

Questo video mostra il comportamento del satellite TerraSAR-X in condizioni analoghe. Come Cosmo SkyMed, anche TerraSAR-X acquisice immagini in banda X con una risoluzione che può arrivare fino ad un metro pixel. Nel caso dei dati Cosmo, trattandosi di una missione duale cofinanziata da ASI e Ministero della Difesa italiano, i dati disponibili per i militari italiani hanno un livello di dettaglio ancora più alto.



Come si vede dal video, le immagini SAR sono l'ideale per individuare aree dove c'è la presenza di acqua superficiale perchè il segnale del satellite Radar viene interamente riflesso dalla superficie di un fiume (che tipicamente è piatta) nella direzione opposta al satellite, e nell'immagine quindi l'assenza di segnale è individuata da aree completamente nere. Guardate ad esempio la Senna a Parigi o il Po a Torino nelle immagini Cosmo, o il fiume che ha allagato il piccolo paesello nel video di TerraSAR-X.
Lo stesso vale per le strade asfaltate, che infatti sono sempre molto riconoscibili in questo genere di immagini.

martedì 25 novembre 2008

GIS per l'Intelligence


Voglio suggerire un'interessante lettura: la paginetta sul sito della NGA, la National Geospatial-Intelligence Agency americana, che racconta com'è cambiato il modo di gestire le informazioni geospaziali negli ultimi dieci anni.
Una paginetta che racconta della forte convergenza avvenuta tra la comunità geospaziale "civile" e le organizzazioni militari, combinando i punti di forza di entrambi.
Ciò che più mi ha colpito, alla fine del racconto, è stato capire come mai, quella che prima si chiamava National Imagery and Mapping Agency (NIMA), ora è diventata la National Geospatial-Intelligence Agency (NGA), laddove il cambiamento nella denominazione sta a rappresentare proprio la crescente importanza di una nuova disciplina: l'Intelligence Geospaziale.

Uso la definizione di Intelligence suggerita da Wikipedia, che è importante per comprendere il contesto in cui ci muoviamo: "L'informazione militare o civile (più nota con il termine inglese di intelligence) può essere definita come la raccolta e la successiva analisi di notizie e dati dalla cui elaborazione ricavare informazioni utili al processo decisionale militare, nonché a quello relativo alla sicurezza nazionale ed alla prevenzione di attività destabilizzanti di qualsiasi natura (in tal caso può pertanto equivalere al controspionaggio)".

L'Intelligence Geospaziale, nella storia dell'NGA, è il punto di arrivo di un processo che ha visto sempre più spesso protagonisti professionisti non militari, specialisti della cartografia o dell'analisi delle immagini o anche semplicemente artisti della rappresentazione grafica dei dati, che con le loro competenze hanno supportato efficacemente chi doveva prendere decisioni cruciali nella soluzione dei conflitti.

Senza entrare nel merito (evitando quindi di discutere del ruolo degli USA nei conflitti internazionali), è opportuno riflettere sul valore aggiunto che le informazioni geospaziali offrono a supporto, per esempio, delle operazioni di Intelligence, che mi piace pensare siano principalmente orientate al Peace Keeping.

In uno scenario in cui gli stati nazionali devono sempre più spesso confrontarsi con i conflitti, interni o di frontiera, la criminalità ed il terrorismo, ed il bisogno di informazioni geospaziali (immagini e dati) per l'Intelligence è crescente, perchè la consapevolezza geografica è sempre più riconosciuta come un componente fondamentale nel processo decisionale, diventa necessario dotarsi del giusto, chiamiamolo così, predominio informativo: l'informazione è potere, ed avere più informazioni degli altri fa vincere i conflitti.

L'interoperabilità tra i produttori di intelligence, distribuiti sul territorio, è di conseguenza fondamentale per supportare ed accelerare il processo decisionale.

In un articolo sulla Geospatial Intelligence Ashok Jha, General Manager di ERDAS (LGGI) India, individua cinque obiettivi principali per le funzioni militari note negli Stati Uniti come C4ISR (Comando, Controllo, Comunicazione, Computers, Intelligence, Sorveglianza, e Ricognizione):
  • fonti multiple e distribuite (nello spazio e nel tempo) di dati devono poter essere integrate al volo, via Web;
  • i Comandi e gli strateghi militari devono essere in grado di venire a conoscenza, dinamicamente, di tutti i dati spaziali ed i servizi disponibili nell'infrastruttura C4ISR, nel rispetto delle procedure di classificazione e sicurezza delle informazioni;
  • le informazioni di carattere generale disponibili a livello militare (stato dei luoghi, target, ecc.) devono poter essere integrate, mediante API definite anch'esse a livello generale, nei sofisticati sistemi di comando e controllo delle risorse utilizzate in missione (aerei, navi, carriarmati ecc.);
  • strumenti avanzati di rappresentazione e visualizzazione grafica devono permettere di realizzare una tipica mappa operativa basandosi su dati provenienti da web services spaziali multipli e distribuiti;
  • deve essere possibile far collaborare, senza soluzione di continuità, sia i produttori di dati spaziali per le funzioni C4ISR che gli utenti, poichè tutti i membri di una rete distribuita come quella di cui stiamo parlando sono allo stesso tempo utenti e produttori.
E adesso ditemi se non stiamo parlando di TITAN e della suite APOLLO di ERDAS.

TITAN è lo strumento più semplice di cui dotare gli utenti per raccogliere le informazioni sul campo e metterle a valore all'interno della Rete, garantendone la sicurezza: un client leggero ed intuitivo che trasforma un operatore di Intelligence in un data provider, e nel rispetto degli standard OGC.
Gli standard OGC consentono infatti di rintracciare dinamicamente e mettere a valore nel sistema gli archivi di dati spaziali, senza replicare le fonti ed assicurando l'interoperabilità tra sistemi diversi. Sistemi che devono soltanto essere conformi alle specifiche di interfaccia OGC quali Web Map Service (WMS), Web Feature Service (WFS), o Web Coverage Service (WCS), per poter essere interrogati e valorizzati nella Rete.

APOLLO è la suite che consente di realizzare un'infrastruttura di questo tipo, fornendo anche le interfacce di programmazione (le API, anch'esse basate su specifiche OGC) per integrare potenti strumenti disponibili a livello generale in applicazioni locali e verticalizzate per esigenze specifiche (come quelle per la navigazione, o per il tracking di oggetti in movimento).
Questo tipo di infrastruttura garantisce la crescita dinamica di un sistema in cui possono essere continuamente pubblicati nuovi servizi web spaziali, mentre altri possono essere scoperti, messi a sistema e concatenati con altri di interesse; ed ultima ma non meno importante, offre la possibilità d'effettuare interrogazioni sofisticate su diversi Web Feature Server, massimizzando finalmente i faticosi frutti delle attività di Intelligence geospaziale.

domenica 23 novembre 2008

Una webcam per la Terra

E' possibile, con le tecnologie attuali, fotografare ogni parte del globo terrestre con satelliti ad alta risoluzione, una volta alla settimana, e pubblicare immediatamente le immagini su Internet?
A quanto pare questa domanda non ha fatto dormire per qualche anno gli ingegneri del CNES, l'agenzia spaziale francese (lo dico, io, che certi ingegneri non hanno altro cui pensare?)
La risposta a questo intrigante quesito si chiama e-CORCE, ed è un sistema per cui il CNES sta cercando i soldi in giro per metterlo in orbita e presentarsi sul mercato come uno dei principali competitors di Google e delle sue immagini GeoEye.
"Una webcam per la Terra" è il titolo dell'articolo sul sito del CNES, che spiega lo scopo di questo sistema: acquisire una volta alla settimana immagini ad altissima risoluzione (1 metro) sulla superficie terrestre con 16 satelliti leggeri: una costellazione realizzata apposta per raccogliere continuamente immagini, comprimerle utilizzando un algoritmo sviluppato appostiamente dal CNES, e scaricarle a terra.

Niente memoria di bordo, niente possibilità di programmare il satellite per acquisire immagini su richiesta (come invece accade per i satelliti ad altissima risoluzione attualmente in orbita: parlo dei vari Quickbird, Ikonos o GeoEye), nessun archivio centralizzato per i dati: i 16 satelliti scaricheranno i dati su 50 stazioni di acquisizione sparse in giro per il mondo, che le pubblicheranno immediatamente sul Web.

E se i puristi del telerilevamento storcono il naso a sentir parlare di immagini compresse (perchè com'è noto le tecniche di compressione delle immagini finiscono spesso per compromettere la qualità dei dati) la risposta del CNES è che le immagini del sistema e-CORCE (electronic Continuous Observing system Relayed by Cellular processing Environment) non sono destinate al mercato professionale di chi si occupa di cartografia, ma a quello della pubblicità su Internet. Le immagini infatti, nell'idea dei progettisti, dovranno essere disponibili gratuitamente o quasi, e saranno proprio gli introiti pubblicitari a coprire i costi di questa operazione.

Quest'approccio 'diverso' all'utilizzo delle tecnologie di osservazione della Terra merita un approfondimento, soprattutto se l'idea proviene da un'agenzia spaziale nazionale come quella francese. Significa che sempre più la disponibilità dei dati ad alta risoluzione si sta spostando verso un mercato di massa, che non ha le competenze né l'interesse per l'elaborazione del dato, a partire dall'analisi multispettrale?
Probabilmente nei prossimi anni vedremo sempre di più proliferare questi dati ad alta risoluzione, acquisiti da satelliti come quelli della costellazione e-Corce o da piattaforma aerea, il cui principale valore sarà non tanto nella qualità del dato (mi riferisco alla risoluzione spettrale e radiometrica, o alla sua accuratezza geometrica) ma nel suo essere sempre più aggiornato ed aggiornabile.

lunedì 17 novembre 2008

Il crowdsourcing secondo Nokia

Ecco un esempio di come sia possibile sfruttare le migliaia di utilizzatori di un cellulare dotato di GPS per aggiornare le informazioni sul traffico fornite dai cosiddetti navigatori.
Mobile Millenium è un interessante ed avveniristico progetto che Nokia ha avviato in via sperimentale con Navteq e l'Università di Berkeley in California. Il progetto mira ad integrare i dati sul traffico forniti dai sensori sparsi lungo le arterie stradali californiane con le informazioni trasmesse dai cellulari degli automobilisti che gironzolano su quelle stesse strade o sulla viabilità locale, che normalmente non è monitorata con sistemi tradizionali di rilevazione del traffico.
Tutte queste informazioni (gestite in tempo reale) sulla velocità di percorrenza, sulla presenza di eventuali interruzioni o deviazioni sul percorso, e convertite in dati anonimi (sai com'è, la privacy...) possono fornire informazioni utili per gli altri automobilisti e quindi ridurre il traffico.
Un modo semplice per demandare agli utilizzatori del servizio, l'onere di provvedere all'aggiornamento del servizio stesso. Questo è un ottimo esempio di crowdsourcing.

Per saperne di più consiglio di accedere al sito ufficiale del progetto (in inglese), dove gli automobilisti californiani possono scaricare il software Java da installare sul proprio cellulare (se il tuo incubo è il Grande Raccordo Anulare anzichè l'area tra la baia di S.Francisco ed il lago Tahoe, forse è un po' prematuro...). Sul sito IGN di Adnkronos si può invece leggere un articolo in italiano.

domenica 16 novembre 2008

Space4City a Martina Franca, venerdì 21

Ci saremo Mario Marangi ed io, a Martina Franca, venerdì prossimo per una nuova tappa di Space4City, il seminario gratuito itinerante sul tema dell'informazione geospaziale nell'era del Web 2.0.
Ho accolto con gioia l'invito di Claudio Donati, presidente dell'Ordine dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Taranto, con cui un paio d'anni fa avevamo già organizzato una tappa de "La città a 1 metro" proprio a Taranto. Quindi l'appuntamento si ripete.

Per conoscere tutti i dettagli sulla giornata, clicca qui.

mercoledì 12 novembre 2008

L'unione fa la forza, anche sul Web

Trasformare una massa di appassionati in una forza capace di sostenere grandi progetti.
Questo concetto mi ha molto colpito quando oggi ho visto questo servizio di ICTv sul Crowdsourcing, che voglio condividere in questo post.
Il termine crowdsourcing, cito Wikipedia, "è un neologismo che definisce un modello di business nel quale un’azienda o un’istituzione richiede lo sviluppo di un progetto, di un servizio o di un prodotto ad un insieme distribuito di persone non già organizzate in un team. Tale processo aviene attraverso degli strumenti web o comunque dei portali su internet".



Pensando al portale atTerrainPuglia, il crowdsourcing potrebbe essere il punto di forza di questo strumento, se riusciremo a convogliare l'interesse delle migliaia di studenti pugliesi che hanno voglia di promuovere le iniziative sulla propria terra.
Mi piacerebbe discutere questo aspetto mercoledì prossimo, in occasione del GISDay: abbiamo definito il programma del convegno "Il social Networking geografico per la promozione turistica e culturale" che si terrà nell'Aula Magna della Facoltà di Economia, in via Camillo Rosalba 53.


Visualizzazione ingrandita della mappa

Vi aspetto!

mercoledì 5 novembre 2008

Gli eventi pugliesi su mappe on-line

Si chiama "Atterra In Puglia" ed è un portale Web a disposizione degli studenti dell'università e delle scuole pugliesi, che mira a promuovere le ricchezze di carattere turistico, economico e culturale della nostra terra. Lo sta realizzando una simpatica azienda barese su commissione del Dipartimento di Scienze Geografiche della Facoltà di Economia di Bari.
Il solito portale web turistico? Non proprio, e vediamo perché.

Innanzitutto si tratta di un portale in cui tutte le informazioni gestite hanno una caratteristica comune: sono georeferenziate. C'è un evento? Posso aprire la mappa e vedere dov'è.
Il concerto di Vasco Rossi? Clicco sull'evento e, oltre a leggere che si svolge all'Arena della Vittoria di Bari, vedo anche dov'è.
(mi accorgo anche che è a due passi dalla sede della Planetek e capisco che quel giorno non si troverà parcheggio manco a pagarlo....)

Il portale mi offre quindi il calendario georeferenziato degli eventi. Scorro il calendario, e posso vedere per ogni giorno del calendario cosa c'è in giro, e dove.
E va bene, è un bel portale turistico con l'interfaccia cartografica, bravi, potremmo dire, ma niente di nuovo.

Eppure qualcosa di nuovo abbiamo provato a mettercelo (e Alfredo Abrescia, il responsabile del progetto, sta ancora smadonnando per mettere a punto il tutto - ma non c'è dubbio che ce la farà...): i contenuti del portale possono essere caricati e georeferenziati non soltanto dagli amministratori del sistema, ma da chiunque. Eccola qua, l'informazione geospaziale nell'era del Web 2.0!

E questa è la vera novità, ed è il motivo per cui 'sto progetto mi piace tanto. Ormai s'è capito che questa del social networking è diventata un'idea fissa per me e chi lavora con me. Il bello viene quando riusciamo a trasformare un'idea in qualcosa che funziona - e che serve!
Abbiamo voluto creare un sistema che consenta agli studenti di Bari (e di tutta la Puglia domani) di comunicare con gli altri studenti, usando un sistema condiviso ed aperto per metterci dentro le notizie (e georeferenziarle), sapendo che quelle informazioni possono poi essere valorizzate anche in altri portali web, nella propria pagina di facebook, nel proprio blog, ovunque.
Gli standard servono a questo.

Alfredo mi odierà ma l'idea è quella di consentire allo studente comune di registrarsi sul sito, compilare una scheda, cliccare sulla mappa e dire a tutti: proprio qui lunedì prossimo, alle 21:30, c'è il concerto di mio cugino michele che suona il sax.
(lo studente deve stare attento che, se scrive idiozie, gli amministratori del sito lo cancellano e poi gli fanno saltare l'appello di febbraio...)
Così quando alle 20,00 di una giornata estenuante ho voglia di offrire una birra ad Alfredo per farmi perdonare tutte lo ore di extrawork che gli ho procurato, io posso sfogliare il calendario degli eventi e vedere sulla mappa che a 500 metri dall'ufficio c'è uno sfigato che suona il sax.

Si chiamano tecnicamente GeoRSS, e non sono altro che RSS georeferenziati.
Gli RSS sono quei link che ho incluso in questo blog nella colonna a destra in basso, dove c'è scritto "I blog ed i link che consiglio". Se Gimmi Perego aggiorna il suo Blog, la mia pagina si aggiorna automaticamente con la notizia che lui ha pubblicato.
Se alla notizia di Gimmi fosse associata una coordinata, potrei leggerla su una mappa.

Il bello è che, come per gli RSS, esiste un formato standard anche per i GeoRSS. Di modo che se il portale AtterraInPuglia pubblica i GeoRSS, qualsiasi altro portale in grado di leggerli può visualizzarli. E viceversa: i GeoRSS pubblicati dal portale turistico della Regione Puglia (www.viaggiareinpuglia.it) possono essere visualizzati in AtterraInPuglia.
Scrivi l'annuncio una volta, e lo scrivi dappertutto.
Aggiorna una volta, ed aggiorni dappertutto.

Se ci riesco, appena AtterraInPuglia va on-line, seguirò i suggerimenti di Andrea Borruso su TANTO per visualizzare i GeoRSS anche in questo mio blog.

Nel frattempo chi vuole saperne di più può venire in Facoltà di Economia a Bari in occasione del GisDay, mercoledì 19 novembre, per seguire la presentazione di AtterraInPuglia e delle attività del laboratorio cartografico del dipartimento di Geografia.
In via Camillo Rosalba 53, Aula Ranieri. Domani chiedo una mano ad Alfredo per tirare fuori un bel GeoRSS dell'evento...

martedì 4 novembre 2008

Perché si chiama TITAN?

Durante la presentazione del poster su TITAN, in occasione dell'ultima edizione di ASITA, qualcuno mi ha fatto una domanda cui lì per lì non ho saputo rispondere. Mi è stato chiesto perché un sistema basato su di un client leggero, destinato ad una distribuzione capillare presso migliaia di utenti, insomma perché un sistema così snello ed essenziale si chiamasse TITAN, con un nome che rimanda ad una tradizione mitologica di grandezza ed imponenza...?

Boh. Commentando la cosa con Cristoforo Abbattista, il mio collega superesperto di 'ste cose WebGIS e OGC, ci siamo detti che forse il nome TITAN si riferisce al Network, che in effetti a livello globale è destinato ad avere un'enorme distribuzione e quindi una diffusione titanica...
Lo chiederò ad Amy Zeller di ERDAS, che è la nostra interfaccia oltre Atlantico per TITAN & C.
Amy ha anche un Blog da cui attingiamo costantemente per aggiornare la sezione news del sito di riferimento per la comunità italiana http://titan.planetek.it.

sabato 1 novembre 2008

Accordo tra Planetek Italia e Digitalglobe

Una decina di giorni fa avevo ricevuto da un amico un sms che mi aveva colto di sorpresa.
"Telespazio è diventata l'unico provider europeo di Quickbird, Ikonos e... GeoEye-1".
Forse con troppa supponenza, ho risposto all'sms della mia talpa che a proposito di Quickbird c'era una novità importante nell'aria, e che in merito ad Ikonos invece ero tranquillo perchè noi abbiamo un accordo di distribuzione con la European Space Imaging, affiliato regionale di GeoEye.
Il mio amico era ben informato: ieri sera infatti ho letto sulle agenzie che Telespazio ha firmato un accordo con la GeoEye per commercializzare in esclusiva, in Europa e Nord Africa, le immagini ad alta risoluzione di GeoEye-1. A quanto pare, in base a tale accordo, poichè anche il satellite Ikonos è di proprietà della GeoEye, a partire dal 1° Gennaio 2009 Telespazio potra' acquisire, produrre e distribuire in esclusiva in Europa e Nord Africa le immagini satellitari e i prodotti connessi generati da IKONOS.

Ragazzi, mi sono sentito come quando si riceve l'invito al matrimonio del nipotino con cui fino a poco tempo prima si giocava a calcetto.
Sono passati 8 anni da quando abbiamo iniziato a vendere le immagini Ikonos ad alta risoluzione. Come tutti, a quel tempo, ero abituato a calcolare i costi delle immagini satellitare in base al numero di scene, e vissi il cambiamento epocale della vendita di dati a chilometro quadrato, con le immagini di forma irregolare ed un professore di Firenze che mi chiedeva se si poteva acquistare un'immagine a forma di ciambella, con un buco al centro.
Da allora ne abbiamo fatta tanta, di strada. Non abbiamo fatto mai un'analisi precisa su quanti chilometri quadrati abbiamo chiesto al satellite d'acquisire per conto nostro o dei nostri clienti, ma solo nell'ultimo anno facendo un rapido conto siamo intorno ai 25.000 kmq e forse anche più.
Il povero vecchietto Ikonos sarà stanco ormai? Aumentano le preoccupazioni in merito alla sua speranza di vita, che sono di circa 9 anni (ed il satellite è stato lanciato 8 anni fa).

Questo è uno dei motivi per cui aspettavamo con interesse il lancio dei nuovi satelliti con risoluzione submetrica, ed è anche la ragione per cui abbiamo portato avanti con entusiasmo la trattativa con Digitalglobe per prendere in carico la distribuzione dei dati Quickbird e WorldView.
La trattativa è andata in porto, e posso dare anch'io finalmente la grande notizia: Planetek Italia distribuisce le immagini satellitari ed i prodotti connessi offerti da Digitalglobe.
Questo accordo ci consente di rispondere in maniera ancora più efficace e puntuale alle richieste dei nostri clienti, proponendoci come provider di dati satellitari ottici e radar e dell'opportuno supporto tecnologico per la gestione di queste immagini, in modo da assistere il cliente nella scelta del dato migliore per rispondere alle sue esigenze.

Devo sottolineare a questo punto che un elemento portante nell'accordo sottoscritto con Digitalglobe riguarda soprattutto il prodotto ImageConnect.
La recente acquisizione della GlobeXplorer da parte di Digitalglobe affianca all'offerta di dati telerilevati nella modalità tradizionale (quella che consente di richiedere una nuova acquisizione per ottenere immagini multispettrali da scaricare via FTP e processare con gli strumenti di image processing tipo ERDAS) un'innovativa modalità di fruizione dei dati ad altissima risoluzione in modalità Webservice. Io mi collego al catalogo GlobeXplorer di Digitalglobe e posso lavorare nel mio GIS con immagini satellitari ad alta risoluzione. Si tratta come potete facilmente intuire di una soluzione estremamente interessante che ha infinite possibili applicazioni, per i nostri clienti che hanno bisogno di immagini sempre aggiornate a livello regionale e nazionale, e per chi ha bisogno di integrare all'interno dei propri sistemi WebGIS informazioni raster aggiornate su aree molto vaste.
In qualche prossimo post tornerò a parlare di ImageConnect in maniera più dettagliata, e per il momento che vuole avere un'idea di come si possono usare queste immagini con altissimo livello di dettaglio all'interno di ArcView o dei prodotti AutoDesk può dare un'occhiata a questi video.
Sono tutti in inglese ma si capisce abbastanza bene.

Demo dell'ImageAtlas Web Viewer
(guardalo con Windows Media Player)

Video 1: Navigazione di base

Questo video mostra l'uso delle funzioni di base dell'ImageAtlas.




Plug-in ImageConnect per ESRI ArcGIS

Parte 1: La prima volta che lo utilizzi
Parte 2: Usare il pulsante Info
Parte 3: Scaricare i dati
Parte 4: Stampare i dati in modalità Layout di ArcMap



Plug-in ImageConnect per Autodek

Parte 1: La prima volta che lo utilizzi
Parte 2: Usare il pulsante Download
Parte 3: Usare il pulsante Info
Parte 4: Scaricare i dati con il pulsante Custom Plot
Parte 4: Stampare i dati in modalità Layout