martedì 10 novembre 2009

L'elaborazione delle immagini si sposta sul Web

Sto preparando la demo sui WPS di ERDAS APOLLO per il "Rocks World Tour" di martedì prossimo a Roma (a proposito chi ci viene? vi siete registrati?)

Abbiamo pubblicato il programma definitivo, e come si può notare mi sono imbarcato con la solita sfrontata incoscienza in questa nuova sfida, che però mi piace assai: si tratta di usare i nuovi strumenti di ERDAS IMAGINE ed i Web Processing Services di ERDAS APOLLO per pubblicare su internet non più solo dati, ma servizi di elaborazione di dati.

Cerco di spiegarlo in parole povere.

Con ERDAS Imagine, che è il prodotto desktop per elaborare le immagini satellitari o foto aeree multispettrali ecc. (per saperne di più leggete qui), posso creare un modello di processamento di dati. Si fa con il modeler, uno strumento incluso nel software che, graficamente, mi permette di impostare le sequenze di elaborazione dei dati al fine di ottenere un'informazione.
Per esempio, devo fare una change detection (analisi di cambiamento su due dati acquisiti in momenti diversi)? Allora nel modello dirò: prendi il dato n.1, prendi il dato n.2, fai il rapporto tra le bande x e y, ecc... ed avrò una procedura automatica pronta da applicare ogni volta che voglio fare una change detection. Un po' riduttivo, detta in questo modo, ma sostanzialmente è così.
Uno spatial model di ERDAS ha l'aspetto della figura affianco.

Una volta che ho preparato il mio modello, con ERDAS IMAGINE 2010 posso pubblicarlo su Web! Questa è la novità. E lo faccio utilizzando il protocollo WPS, Web Processing Service, che è uno standard OGC (come al solito, con ERDAS: l'interoperabilità innanzitutto).

Che significa? Che posso realizzare un portale Web cartografico dove un utente che si collega trova non solo i dati, per poterli visualizzare o usare nel proprio client, ma trova anche i servizi di elaborazione di questi dati. Cioé posso riuscire ad estrarre un'informazione tematica da dati pubblicati su web, senza avere i dati (basta che siano accessibili come servizi WCS) e senza avere il software di elaborazione (basta che possa accedere ad un WPS che faccia ciò che mi serve).

Posso sapere come varia l'indice di vegetazione tra due dati, senza avere i dati, e senza avere il software. Uso dati messi a disposizione da altri, e degli algoritmi di processamento predisposti da altri ancora, e resi pubblici su Internet.
Fantascienza? No. Se ci riesco io, a farlo con la demo, allora è alla portata di tutti.

Troppo facile, poi:
  1. preparo un modello spaziale (o carico uno di quelli già preimpostati in ERDAS Imagine);
  2. lo pubblico su ERDAS APOLLO;
  3. mi collego al sito web di APOLLO e cerco nel catalogo cartografico l'immagine multispettrale dell'area che mi serve;
  4. lancio il processo di elaborazione via web su quest'immagine;
  5. il server elabora il processo, e quando è pronto il risultato mi avvisa;
  6. il risultato è un dato che posso utilizzare come servizio web, oppure scaricarlo per conservarmelo.
Curiosi di vederlo all'opera? Guardatevi questo pomeriggio, alle 17, il seminario su Web "Geoprocessing: from the desktop to the top of the clouds" della ERDAS.

Oppure venite a Roma, martedì prossimo ;-)

Vi aspetto.

2 commenti:

  1. Ciao Max,
    un chiarimento.
    Se ad esempio sono una regione che ha due voli aerei o satellitali su una certa area posso mettere i dati on line, preparare l'algoritmo di analisi (ad esempio estrarre le modifiche di urbanizzazione tra i due dati) e dire a chi vuole (ad esempio le associazioni ambientaliste che operano sul territorio) fate voi l'analisi sull'area di vostra competenze (considerando che io PA non ho risorse per farlo) e restituitemi i risultati.
    In questo modo posso creare una specie di social network della tutela del territorio.
    Ho inteso bene?
    Figo.
    Vengo proprio a vedere se è vero......
    sai ne ho sentite di cose fantastiche che poi erano delle bufale.......
    Grazie per questo blog che ha sempre spunti interessanti.
    Giuseppe
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  2. Ciao Giuseppe,
    hai centrato in pieno l'esempio.
    Il bello è che se io sono un Ente che ha acquisito un volo aereo o satellitare su un'area molto vasta, non devo neppure preoccuparmi di organizzare i dati prima di renderli accessibili: mi basta "buttarli" in un disco fisso, e dire ai crawler di ERDAS APOLLO di indicizzarli automaticamente, e di farmeli vedere poi come un unico mosaico.
    Gli do' un DEM e lui mi fa l'ortorettifica on-the-fly, cioè quando visualizzo il dato, ogni volta lui mi fa l'ortorettifica istantanea solo della porzione che sto visualizzando.
    Domani a Roma farò vedere come si può usare questa tecnologia per calcolare l'estensione degli incendi boschivi, facendo la differenza tra indici di vegetazione su due immagini Ikonos ortorettificate al volo.
    Ci vediamo lì, vero?
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