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venerdì 14 agosto 2009

Come ti proteggo il paesaggio

Questo è il metodo: un semplice esame sequenziale del territorio al fine di comprenderlo e di considerarlo un sistema interattivo, un “magazzino attivo” e un sistema di valori….
Non è una piccola pretesa, non è un piccolo contributo: dovrebbe essere evidente che il metodo dell’ecologia può essere usato per comprendere e per elaborare un piano con la natura, forse per progettare con la natura.

(McHarg, 1969; tradotto in italiano da Muzzio).
Dovete sapere che una sera di alcuni anni fa, mentre guidavo serenamente sulla A16 in direzione del tramonto, un passaggio di una canzone di Alanis Morrisette mi si è infilata nel cervello e non mi ha più mollato. La canzone si chiama 21 things e ad un certo punto lei fa una domanda:
"Are you thriving in a job that helps your brother?"

Capita ogni tanto che un istante vi catturi, come dice Richard Bandler.
Ed a me è successo proprio questo, perché quello di fare un lavoro che fosse utile al prossimo è poi diventato un chiodo fisso. Per fortuna, lavorando nel settore geospaziale, mi accompagna spesso la sensazione che ciò che facciamo possa servire davvero a rendere migliore questo nostro piccolo mondo perplesso.

Qualche settimana fa ad esempio abbiamo svolto una consulenza formativa per l’Istituto di Genetica Vegetale (IGV) del CNR sul tema delle metriche del paesaggio, che sono indicatori sulla distribuzione spaziale degli elementi del paesaggio. E' stato uno studio interessante che mi ha arricchito e dato la possibilità di confrontarmi con un tema a me molto caro, quello della protezione del paesaggio naturale, e su come gli strumenti con cui quotidianamente lavoriamo possano servire a questo scopo. Appunto.
Ad esempio, ci sono delle metriche che esprimono la frammentazione di un habitat, calcolando la distanza tra gli elementi di questo habitat. Immaginiamo un canneto: all’interno di una stessa area naturale, più i diversi canneti sono distanti uno dall’altro, più l’habitat si dice frammentato. Se l’habitat è frammentato, vuol dire che gli elementi tra di loro non comunicano: tali metriche sono quindi molto importanti per individuare eventuali criticità nell’ecosistema, e la sua vulnerabilità.
Nel corso di questa attività sono state calcolate le metriche delle aree protette di Torre Guaceto, Le Cesine e le Saline di Punta della Contessa (posti stupendi, di quelli che puoi fare un bagno nell'acqua cristallina solo se sei disposto a farti prima qualche chilometro a piedi, perché sono tutte riserve naturali).
Nell'ambito di quest'attività il CNR ha potuto realizzare gli indici che saranno poi utilizzati nei piani di azione delle aree protette, e la carta degli habitat, che è stata poi utilizzata per il calcolo delle metriche di paesaggio.

Tanto per approfondire la faccenda dal punto di vista tecnico, riporto il contributo fornito da Valeria Tomaselli del CNR e dalla mia collega Patrizia Tenerelli.
"Queste metriche servono ad analizzare i processi ecologici che avvengono all’interno del paesaggio e vengono utilizzate tipicamente per gli studi di ecologia del paesaggio.

La teoria dell’ecologia del paesaggio fa riferimento al fatto che ogni tipologia di paesaggio può essere riferita ad un modello (pattern) di base, caratterizzato da aspetti strutturali e configurazioni spaziali fra cui si possono stabilire relazioni quantitative. In altre parole il paesaggio viene studiato come un sistema olistico che, dopo averne colti gli elementi strutturali, va compreso “guardandolo dall’alto”.

Le metriche di paesaggio vengono applicate nella gestione e monitoraggio di aree protette, parchi e aree rurali. In particolare gli indicatori possono essere utilizzati nelle fasi di Pianificazione e Valutazione Ambientale Strategica.

L’utilizzo del software open source Fragstat ha permesso l’elaborazione di una vasta gamma di metriche (circa 50) che fornisce un grande quantitativo di informazioni sui pattern del paesaggio. Tali metriche sono di tipo composizionale e strutturale e sono basate sulla forma, dimensione e distribuzione degli habitat.

Le metriche sono state calcolate sia a livello di landscape che di classe: una overview di questi indici si trova in McGarigal et al. (1995). L’attività, infine, si è dimostrata essere un’interessante integrazione di discipline ecologiche, geografiche, statistiche e botaniche, dimostrando come i modelli spaziali e i processi ecologici si determinano a vicenda e in maniera dinamica all’interno di un paesaggio".