mercoledì 10 marzo 2010

Si fa presto a dire standard

Questa settimana ho partecipato al mio primo meeting OGC.
I membri dell'OGC si incontrano quattro volte l'anno, ogni tre mesi, ogni volta in un posto del mondo diverso - tipicamente è uno dei membri a rotazione che ospita il meeting, e da quello che ho capito c'è una competizione per ospitare 'sto meeting, neanche si tratti delle Olimpiadi, e invece ovviamente non girano tutti 'sti soldi. Vabé, questione di prestigio immagino. Fatto sta che questo primo meeting del 2010 si è tenuto in Italia, dopo non so quanti anni, e l'ha ospitato l'Agenzia Spaziale Europea, che sta a Frascati (Roma).
Posto simpatico l'ESA, per chi non c'è mai stato, e non solo per il prezzo pericolosamente basso dei caffé al bar.

Ho passato 36 ore che definire intense non è adeguato. Sono uscito rintontonito da acronimi, idee, opportunità, frustrazioni di vario genere da senso di inadeguatezza e confronto impietoso tra certe realtà internazionali ed il nostro contesto nazionale, ma anche soddisfazione ed entusiasmo per tutto ciò che gira in quel contesto e quanto ancora c'è da imparare: in una parola... bello.

Sono tanti i temi su cui tornerò in futuro, ma qui ne voglio citare alcuni in pillole che mi sono appuntato.


Si fa presto a dire "standard"

C'è una bella pagina del portale dell'OGC dove sono elencate le varie specifiche definite dal Consorzio, ed il numero di prodotti che le implementano o che "dicono" di implementarle.
Ho fatto un grafico per mio diletto, che è quello affianco: in blu il numero di prodotti che dicono di essere conformi alle specifiche dell'OGC, ed in rosso quelli che lo sono veramente, ovvero che hanno superato il test di conformità. La fonte è questa, alla data di oggi.

L'importanza dei metadati
Quello dei metadati è un tema molto sentito e profondamente discusso in OGC. Mentre seguivo queste discussioni, pensavo alla situazione italiana ed ai webservices che vengono esposti dai WebGIS, ed a come la stragrande maggioranza di questi servizi sia sprovvista di metadati. Il che significa che se questi servizi li voglio utilizzare in una infrastruttura di dati territoriali, non posso farlo perché sono "anonimi". Dei metadati si è parlato già su questo blog, e torneremo presto sull'argomento.

I forum nazionali dell'OGC
In Francia, Inghilterra e Spagna esistono già i forum nazionali. Che non sono dei forum intesi come le strutture informatiche in cui si discute del più o del meno, ma FORUM nel senso di momento d'incontro tra i membri nazionali, che discutono delle esigenze interne al Paese, e servono a recepire le esigenze interne ed indirizzare così l'OGC nella definizione degli standard affinché ne tengano conto. E' facile intuire, ad esempio, il peso che ha il Forum Europeo dell'OGC nell'allineare gli standard ai requisiti della direttiva INSPIRE.
In Italia non esiste ancora un forum italiano dell'OGC, e credo che non sarebbe una cattiva idea.

Vado a mettere ordine nei miei appunti e magari ne riparliamo.

1 commenti:

  1. Io c'ero...
    E condivido il senso di stordimento vissuto da Massimo al meeting. Si fa presto a dire standard, verissimo, tanto più che pare diventare membri OGC sia una sorta di pedigree al quale non si possa rinunciare, se si vuol emergere dal mare magnum di coloro che lavorano nel nostro settore.
    Come sempre, se questa opportunità la si interpreta all'italiana, allora i dubbi e le perplessità di aderire al consorzio ci stanno tutti.
    Ma io penso che proprio per questi motivi, in Italia ci sia una grande necessità di far capire che esistono soggetti attivi, che vogliono fare comunità con altri loro competitori, per capire assieme cosa voglia dire offrire prodotti e servizi "compliant".
    Mi ha colpito molto un'affermazione di Mark Reichardt, presidente e CEO di OGC, nell'ambito di un confronto scaturito in un work group a proposito di prodotti open source vs. prodotti proprietari. Diceva insomma che stare a chiedersi se siano meglio gli uni o gli altri, per implementare i fantomatici standard, è un falso problema. Le soluzioni migliori sono quelle che riescono ad adattarsi meglio ai problemi che vogliono risolvere, quelle più facilmente scalabili, e che riescono anche a reagire in maniera più agile alla stessa evoluzione degli standard.
    Come poi questo possa concretamente realizzarsi, beh a mio modo di vedere, è ancora un altro problema.
    Ma credo proprio stia tutto nell'atteggiamento mentale con il quale ogni membro OGC o non OGC (perchè il mondo non è solo quello) approccia i problemi che un cliente chiede venga risolto: nessuna preclusione o predilezione per questo o quell'altro software, piattaforma, sensore, tecnologia. Il vero system integrator è quello che trova la soluzione migliore per il contesto che ha di fronte, alla maniera di Mr. Wolf in Pulp Fiction.
    Ma gli standard ci sono, e con quelli bisogna fare i conti, in un modo o nell'altro.
    In OGC si aspettano molto da noi italiani, e hanno ragione a farlo. Sarebbe bello mettessimo da parte i nostri individualismi, e che si riuscisse davvero a mettere su un forum italiano OGC, raccogliendo ogni soggetto che abbia voglia di mettersi in gioco secondo quel che può, ma con uno spirito di vera collaborazione.

    Ad maiora dunque...
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