mercoledì 25 gennaio 2012

Analisi SWOT di un Geoportale

Nel corso del mio lavoro, sempre tanto vario e movimentato, mi sono imbattuto recentemente nella necessità di supportare un cliente nelle attività di promozione e lancio del proprio geoportale.
Le persone che dovevano occuparsi del piano di comunicazione del geoportale stesso ci hanno chiesto di aiutarli a farne l'analisi SWOT, e così ci siamo dedicati a questo curioso esercizio.
Per chi non ha dimestichezza con questo strumento, che è da sempre un utile supporto all'avvio di una qualsiasi attività, faccio un esempio facile facile.

Mettiamo che il mio amico Mauro voglia uscire con una bella ragazza: per raggiungere il suo obiettivo, come chiunque altro, pur inconsciamente, farà un'analisi SWOT.
Innanzitutto metterà in fila i suoi punti di forza e di debolezza: è gentile, prestante, e fa ridere (tralasciamo il perché); tuttavia è anche stempiato, è un ingegnere e veste male. Questi sono fattori su cui Mauro ha il controllo, e sono fattori interni su cui può far leva per conquistare la tipa: enfatizzare i suoi punti di forza, e cercare di ridurre al minimo le debolezze (con un bel cappello, un po' di pragmatismo in meno ed un po' di cura in più nell'abbigliamento. Basterà?).
Vediamo poi le opportunità e le minacce: questi sono fattori esterni, su cui non si può avere controllo, ma che non bisogna sottovalutare: la tipa è single, stasera non dovrebbe avere impegni e le previsioni dicono che non pioverà; c'è il rischio tuttavia che lo sciopero dei benzinai lasci questa bella ragazza a piedi, o che il suo vicino decida di esercitarsi alla batteria per tutto il pomeriggio causandole una terribile emicrania, o addirittura che Mauro non riesca a recuperare in tempo la macchina che ha lasciato dal meccanico.
L'analisi SWOT ci suggerisce di trasformare tutte queste minacce in opportunità: Mauro dovrà quindi chiamare il meccanico per tempo, per assicurarsi di ottenere la macchina entro quel pomeriggio; potrà quindi dimostrare tutta la sua galanteria andando a prendere la ragazza al lavoro ed offrendole un bell'aperitivo che sortirà un duplice risultato: la sottrarrà al tormento del vicino importuno e darà a Mauro l'opportunità, finalmente, di giocarsi le sue carte.

(Mauro, non ci deludere)

Fatta questa premessa, vogliamo provare a vedere cosa è venuto fuori dalla nostra analisi SWOT, applicata stavolta ad un bel portale geografico?



Analisi SWOT di un Geoportale
Punti di Forza Punti di Debolezza
Opportunità Minacce

3 commenti:

  1. Gran bell'articolo Massimo!

    Mi piace il modo nel quale trasformi minacce e debolezze in opportunità. l'analisi SWOT è comunque un processo che richiede da parte della pubblica amministrazione intelligenza strategica, oltre che visione di dati e servizi davvero a servizio dei cittadini.

    per raggiungere questi obiettivi la pubblica amministrazione dovrebbe cambiare paradigma, passando da una semplice e banale esecuzione di leggi alla promozione attiva delle proprie funzioni pianificatore, di controllo ma soprattutto di informazione al cittadino. senza togliere le opportunità che creerebbe aprendo e diffondendo dati e informazioni, dando la possibilità a moltissimi professionisti del settore ICT di rilanciare il proprio lavoro, creando un intero mercato.

    un cambio di mentalità quindi, che può attuarsi solo se nella pubblica amministrazione si crea quella massa critica di dirigenti e funzionari che realmente vorranno cambiare le cose, il tuo articolo in quel caso risulterà prezioso.

    PS hai dimenticato di mettere il numero di telefono di mauro ;)

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  2. Anch'io sono un po sospettoso sull'applicazione di queste analisi, peraltro parecchio datate come metodologie, sui servizi che offre la PA. Forse neppure in McKinsey le usano più!
    Sono poi le stesse analisi che generano le statistiche per cui il 98% dei Dirigenti della PA sono meritevoli di premio produttività? C'è da sorridere, per non dire altro!
    Quoto il "cambio di paradigma" a cui accenna Pietro, e spererei in una maggiore apertura e ascolto della PA. E una bella riorganizzazione della filiera di gestione dei dati. Specie quelli geografici.
    Chiudo, ringraziandoti per l'articolo, e regalandoti un informazione che credo preziosa, fonte uno studio europeo commissionato a Deloitte. La gestione del catasto italiano costa 4 volte la gestione di quello inglese o francese. Facciamogli lo SWOT a quelli!

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  3. Quoto e condivido quanto scritto da chi mi ha preceduto.
    Ma Mauro alla fine ce l'ha fatta?

    Un abbraccio

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